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"Risposte integrate ai bisogni di salute. Cittadini e nuova sanità"


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Riformare significa definire nuove regole per poter ottenere migliori risultati rispetto al passato e al presente. La Riforma del S.S.N. degli anni 1992/93 ha introdotto un nuovo modello di gestione comunemente definito di tipo "aziendale", con lo scopo di migliorare i livelli di qualità dei servizi e l'efficienza nella loro produzione ed erogazione, condizione questa necessaria per rispettare i crescenti vincoli di compatibilità macroeconomica della spesa.


Libertà di scelta dei pazienti, decentramento delle funzioni alle Regioni, autonomia delle aziende sanitarie (pubbliche e private), competizione tra le stesse, responsabilizzazione dei "programmatori" (nazionali e regionali) per quanto riguarda il rispetto delle compatibilità macroeconomiche dei livelli di spesa sanitaria e dei Direttori Generali per quanto riguarda il rispetto delle condizioni di economicità delle aziende; sono alcuni dei principali principi enunciati dai Decreti Legislativi 502/92 e 917/93. Tali principi sono stati ribaditi, e in parte integrati o modificati, dal Decreto 229/99.



Ma la concreta applicazione di tali principi ha consentito di mantenere una risposta integrata ai bisogni di salute e di garantire i diritti del cittadino-paziente?

A questa domanda è forse impossibile dare una risposta. E' invece possibile analizzare le dinamiche degli ultimi 5 anni del S.S.N., per formulare alcune linee interpretative sugli effetti della Riforma. E' quanto si propone di effettuare il Convegno "Risposte integrate ai bisogni di salute. Cittadini e nuova sanità", nel quale saranno presentati i risultati di una ricerca promossa da Farmafactoring e condotta dal CeRGAS.