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"Gestire le contraddizioni del nuovo modello di Welfare: il caso Sanità"


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I sistemi sociali "creano le condizioni" per il proprio superamento e la propria evoluzione. Oggi, il modello di Welfare State è messo in discussione in quanto la società ha "interiorizzato" a vari livelli i fini di allargamento a gruppi sempre più ampi della popolazione, possibilmente a tutta la popolazione, della possibilità reale di dare risposte concrete ai fondamentali bisogni della persona. Nel campo della sanità ciò vuol dire che la società ritiene di avere la potenzialità, la capacità e gli strumenti per perseguire il fine di tutela della salute senza dover delegare tale fine all'intervento diretto dello Stato. Le riforme degli anni 90 che percepiscono tale tendenza rilevano tuttavia alcune contraddizioni così sintetizzabili:

 

  • Conferma del fine "pubblico" degli interventi di tutela della salute (diritto della persona) ma al tempo stesso introduzione di strumenti di natura privata;
  • Riaffermazione della natura di sistema sanitario unitario, ma al tempo stesso riconoscimento di ampia autonomia alle unità che erogano i servizi;
  • Definizione di livelli uniformi di assistenza, ma al tempo stesso riconoscimento di poteri alle Regioni che spingono verso una crescente differenziazione;
  • Introduzione di elementi di competitività, ma al tempo stesso forte enfasi sui principi di coordinamento e integrazione dell'azione di soggetti diversi.



Il Convegno cerca di "fare il punto" dopo 5-6 anni di applicazione dei Decreti 502/92 e 517/93 per verificare come la realtà si è adattata a regole che allora apparivano incerte sul piano delle strutture organizzative, della rete dei servizi, del finanziamento e del sistema di responsabilizzazione, dell'impatto sulla modificazione della domanda. Fare il punto per preparare tutti coloro che vorranno essere "soggetti" protagonisti del cambiamento ad applicare le nuove regole, inevitabilmente caratterizzate da altre profonde contraddizioni, dei Decreti approvati a giugno dal Governo.